Pesi e misure
Dati biologici
| Durata della vita |
da 5 a 15 anni |
Descrizione dell'animale
Lo Xenopo liscio, noto scientificamente come Xenopus laevis, è un anfibio appartenente alla famiglia dei Pipidae. Originario dell'Africa subsahariana, questo animale ha suscitato grande interesse nella comunità scientifica e non solo, grazie alle sue peculiari caratteristiche biologiche e alla sua capacità di adattamento.
Il corpo dello Xenopo liscio è robusto e compatto, con una pelle liscia e umida al tatto, caratteristica che gli conferisce il nome. La colorazione varia da un verde oliva a un marrone chiaro, spesso con macchie più scure distribuite in modo irregolare lungo il dorso, che gli permettono di mimetizzarsi efficacemente negli ambienti acquatici torbidi in cui predilige vivere. Gli adulti possono raggiungere una lunghezza di circa 12 centimetri, sebbene siano stati registrati esemplari di dimensioni maggiori.
Una delle peculiarità di Xenopus laevis è la sua totale adattabilità alla vita acquatica. Infatti, a differenza di molti altri anfibi, passa la maggior parte del tempo sott'acqua, emergendo solo occasionalmente per respirare. La sua respirazione avviene sia attraverso la pelle, sia tramite polmoni, permettendogli di rimanere immerso per lunghi periodi. Gli occhi, piccoli e situati in posizione dorsale, e le narici, posizionate in alto sulla testa, gli consentono di rimanere in agguato appena sotto la superficie dell'acqua, in attesa di prede.
Lo Xenopo liscio possiede arti posteriori particolarmente sviluppati e palmati, adatti al nuoto, mentre quelli anteriori sono più corti e vengono utilizzati per manipolare il cibo. Non presenta orecchie esterne, ma è dotato di una buona sensibilità alle vibrazioni dell'acqua, che gli permette di localizzare le prede e di percepire i potenziali predatori.
La dieta di Xenopus laevis è onnivora, con una predilezione per una dieta carnivora; si nutre principalmente di insetti, larve, piccoli pesci e, occasionalmente, di materiale vegetale. La riproduzione avviene in acqua, dove la femmina può deporre migliaia di piccoli uova gelatinose, che vengono fecondate esternamente dal maschio. Questa prolificità è uno dei motivi per cui Xenopus laevis è stato introdotto in vari ecosistemi al di fuori del suo areale naturale, talvolta con effetti negativi sulla biodiversità locale.
Nel corso del XX secolo, Xenopus laevis ha acquisito notorietà nel campo della ricerca scientifica, in particolare negli studi di embriologia e genetica, grazie alla sua facilità di allevamento in laboratorio, alla grande quantità di uova prodotte e alla trasparenza degli embrioni, che facilita le osservazioni al microscopio. Inoltre, è stato utilizzato nei test di gravidanza fino agli anni '60, sfruttando la sua capacità di ovulare in risposta all'ormone gonadotropina corionica umana presente nell'urina delle donne incinte.
Nonostante la sua importanza in ambito scientifico e la sua diffusione in natura, Xenopus laevis non è attualmente considerato una specie a rischio di estinzione. Tuttavia, la sua introduzione in habitat non nativi, dove può diventare una specie invasiva, e la distruzione del suo ambiente naturale rappresentano minacce potenziali per le popolazioni selvatiche. La conservazione del suo habitat, insieme a un controllo sulla sua diffusione in aree non native, sono fondamentali per garantire la sopravvivenza a lungo termine di questa affascinante specie nel suo ambiente naturale.