Descrizione dell'animale
Il Calandro, noto scientificamente come Anthus campestris, è un piccolo uccello passeriforme che appartiene alla famiglia dei Motacillidae. Questa specie è particolarmente diffusa in Europa, Asia e Africa del Nord, prediligendo ambienti aperti come praterie, steppe e campi coltivati, dove può trovare rifugio e nutrimento. Il Calandro è un uccello migratore che trascorre l'inverno in Africa subsahariana e si sposta verso nord durante la primavera per riprodursi.
Dal punto di vista morfologico, il Calandro presenta un aspetto slanciato e agile, con una lunghezza che varia dai 15 ai 17 centimetri e un'apertura alare che può raggiungere i 25-30 centimetri. Il suo piumaggio è caratterizzato da tonalità sobrie: la parte superiore è di un colore che varia dal marrone al grigio terra, con striature più scure, mentre il ventre e il sottocoda sono di un bianco sporco, talvolta con lievi sfumature giallastre o rosa. La testa mostra un tipico pattern con striature scure e una sottile linea sopraoculare chiara. Il becco è sottile e appuntito, adatto a catturare piccoli insetti, mentre le zampe sono lunghe e di colore rosa pallido o carne.
Il comportamento del Calandro è tipico dei passeriformi terricoli. Questo uccello è spesso visto mentre cerca cibo al suolo, muovendosi con rapidi passetti e fermandosi di tanto in tanto per sondare il terreno con il becco alla ricerca di insetti, larve e piccoli invertebrati. Durante la stagione riproduttiva, il maschio del Calandro esegue voli canori caratteristici, innalzandosi in aria per poi planare con le ali semiaperte, emettendo al contempo una serie di richiami melodiosi e flautati che servono ad attrarre la femmina e a delimitare il territorio.
La nidificazione avviene a terra, in una depressione naturale o in una piccola cavità opportunamente foderata con erba, radici e altri materiali vegetali. La femmina depone solitamente da 4 a 6 uova, che cova per circa due settimane. I pulcini, nati ciechi e inetti, vengono accuditi da entrambi i genitori fino al loro completo sviluppo, che avviene dopo circa due settimane dalla schiusa.
Nonostante il Calandro sia ancora relativamente comune in gran parte del suo areale, la specie sta affrontando diverse minacce, principalmente legate alla perdita e alla frammentazione dell'habitat a causa dell'intensificazione delle pratiche agricole, dell'urbanizzazione e dei cambiamenti climatici. La conservazione del Calandro passa quindi attraverso la tutela degli ambienti aperti e semi-aperti e la promozione di pratiche agricole sostenibili che possano garantire la sopravvivenza di questa e di altre specie legate a tali habitat.